Associazione Italiana Classe 4000

“CHE VI SIETE PERSI”

Questa scritta apparve sul muro di un cimitero all’indomani della vittoria del primo scudetto del Napoli di Maradona. La frase mi ha sempre colpito non solo per l’ironia, la mancanza dell’oggetto della frase è geniale, ma anche e soprattutto per l’assenza di qualsiasi enfasi. Mi sarei aspettato almeno due o tre punti esclamativi, che raramente vengono risparmiati. Oggi mi piace pensare che l’autore abbia deciso di agire con sensibilità verso le persone che riposavano al di là del muro, facendo passare il concetto con toni smorzati, come all’interno di un dialogo mai interrotto e, semplicemente, ci tenesse ad informarli che sarebbe stato bello per loro se avessero potuto vivere quell’esperienza, ma, per delicatezza, non volesse dare troppa importanza alla notizia. Per non farli ulteriormente soffrire.

Ed è proprio con questo spirito che vorrei raccontare del Campionato Italiano 2019 della classe 4000 che si è svolto dal 12 al 14 luglio, organizzato dall’Aval di Gravedona. Al via si sono presentate 26 imbarcazioni, un numero mai raggiunto nel passato più recente, almeno a memoria del vostro improvvisato cronista: interrogheremo meglio i senatori della classe, che spesso ci sfiniscono con il loro amplissimo bagaglio di aneddotica storico-velica, per capire a quanti anni fa risale l’ultimo evento così numeroso. Il colpo d’occhio in acqua era davvero emozionante, anche considerando il fatto che i 4000isti condividevano il campo di regata con più di 20 Contender, all’appuntamento con una regata nazionale, e una quarantina di 470, impegnati in un warm-up per il campionato mondiale Master. L’apice di spettacolarità è stato raggiunto domenica nei bordi di poppa, quando la flotta, in planata sotto gennaker, puntava mura a sinistra verso la riva di Musso dove l’intensità della Breva era maggiore, e si trovava ad incrociare i 470, in quel momento intenti a risalire il campo di regata di bolina mura a dritta, creando un caos ordinato e multicolore.

“Di poppa, e non solo, fanno un altro sport” questo il commento unanime della flotta rispetto alla coppia vincitrice, Duccio & Giovanni, che con pieno merito ha conquistato il titolo, mostrando in acqua una capacità di conduzione aliena, autorevoli arrivi solitari e rimonte strepitose. Duccio si è con ogni probabilità interrogato su quale sia la poppa a cui si fa riferimento, dimostrando ancora una volta di avere attenzione per tutti, ma proprio tutti, i dettagli, in acqua come a terra. Giovanni, dal canto suo, ha dato grande prova di poliedricità mostrando qualità superiori anche nella conduzione di gommoni tipo incursore della Marina e nel lancio di kite dalla spiaggia. Del resto, a ship is safe in the harbor, but that is not what a ship is built for.

Secondi, e primi tra i terrestri, Panna & Cabal, che, regatando ai loro sempre altissimi livelli, hanno dato battaglia fino all’ultima prova fino a quando non sono stati costretti a deporre l’elmo di Scipio. Con grazia e fair play hanno ceduto lo scettro di campione che per tanti anni hanno indossato, ma siamo certi che sono già al lavoro per riprendersi quello che gli è stato tolto. Il fatto stesso che abbiano chiamato i propri gatti Drizza e Cunningham non lascia spazio a dubbi circa il loro focus. Terzi, gli inglesi John & David, maestri di eleganza e tattica. Il solo pensiero che sono entrambi nonni e che hanno guidato quindici ore per venire a fare due bordi con la flotta italiana è fonte di assoluta aspirazione per tutti noi e mantiene accese le mie personali speranze per un futuro, seppur lontano, di soddisfazioni agonistiche. Quarti in classifica, ma terzi nel Campionato italiano, si sono piazzati Cat & Marc, molto sfortunati per la rottura dell’albero alla fine della giornata di venerdì, ma che dimostrano ogni volta grinta e una cazzimma ormai proverbiale.

Sarebbe doveroso, ma poco praticabile, citare tutti gli altri partecipanti a questo evento. A mio avviso, meritano una menzione speciale Mattia & Ludovico, che sabato hanno dato spettacolo uscendo in acqua per divertirsi e allo stesso tempo intrattenere la folla di regatanti appiedati da un vento da nord troppo intenso per consentire lo svolgimento delle regate. Unica preoccupata per gli sconsiderati funamboli era Tania, mamma di tutta la flotta e moderna Cassandra. Elena & Federico, che hanno approfittato della giornata di sabato per uscire in kite, suscitando l’invidia di una dozzina di sedicenti velisti – kiter, che in piedi sulla riva a commentare le evoluzioni dei due ragazzi, ricordavano più degli umarell lacustri che atleti in attesa della gara.  Gli svizzeri Leo & Fabia, che sono riusciti a conciliare un matrimonio, tutto compreso dalla cerimonia al ricevimento, con l’attività agonistica. Qualcuno riferisce che Fabia, tra una prova e l’altra, cercasse un phon per portarsi avanti con il trucco-parrucco. I giovani Roberto & Marco, e i meno giovani Daniela & Andrea, che, al primo anno di regate, stanno portando alla classe nuovo entusiasmo, ma anche competenza e divertenti siparietti. L’evento è stato poi impreziosito dalla presenza di 3 equipaggi provenienti dalla zona sud, tra i quali Pierandrea & Edoardo hanno svettato fino a concludere ottimi sesti.  Con grande piacere, infine, abbiamo rivisto in acqua dopo tanto tempo anche alcuni cavalli di razza, da Laura & Andrea a Beppone & Carletto, da Carlo & Alessandro fino a Giovanni Belviso (con in prua Christian) che domenica ha visto la luce: protagonista in acqua di una splendida performance, ha deciso di “ri-formare la banda” e tornare a regatare il prossimo anno. Questo lo spirito che ci piace, unito alla voglia di stare goliardicamente insieme.

Unica nota dolente l’assenza di Skiff, che ha preferito passare il weekend in montagna, piuttosto che continuare ad essere mascotte della classe. Faremo in modo che ciò non succeda più.

 

di Luca Di Palma